Siamo sicuri che la nascita di nuovi stati sia negativa?

Un esponente regionale del PD, in una sua lettera al GdV ha usato il termine “localismo cattivo” per indicare la politica e le finalità di movimenti autonomisti o indipendentisti, che nel Veneto riscuotono consenso e interesse maggiore rispetto ad altri territori dello Stato italiano.
Il calo di fiducia dei veneti nella politica del parlamento italiano è evidente e tangibile, a partire dal numero degli elettori che hanno via via rinunciato al diritto di voto. Ormai esiste in molti elettori , la convinzione che per il sistema economico veneto sia diventato impossibile sopportare la pressione fiscale e burocratica di questo stato. Le molte aziende e i molti giovani che hanno abbandonato il Veneto, ne sono la dimostrazione.
Oggi noi siamo soggetti a direttive o leggi assunte da tre Assemblee legislative: il Consiglio regionale veneto, il Parlamento italiano e il Parlamento Europeo. Viviamo un periodo storico dove la ripartizione dei poteri tra Veneto, Italia ed Europa è in fase di evoluzione. O meglio, possiamo chiederci se qualcuno di questi parlamenti non sia superfluo o inutile?
Già molti si stanno convincendo dell´idea che per governare il Veneto, siano sufficienti due parlamenti , quello Veneto e quello Europeo. Le proposte sul superamento di alcuni vecchi stati ” nazionali”, formatisi nei secoli passati, attraverso guerre di conquista di dinastie monarchiche stanno diventando atti politici istituzionali. Tra pochi giorni, gli scozzesi sono chiamati al voto per il referendum sull´indipendenza della Scozia. Il 9 novembre saranno i Catalani a votare per l´indipendenza dal Parlamento Spagnolo. Magari non entrambi questi due popoli europei arriveranno a costituire un proprio stato, ma l´autodeterminazione dei popoli in Europa è diventata una questione politica aperta.
Sono sicuri quelli che ritengono intoccabili i confini degli attuali Stati, che la nascita di nuovi stati in Europa non cammini nel senso della storia, e non favorisca il percorso verso una più forte unione europea? È cosa nota che la costruzione dell´Europa politica passa attraverso il superamento degli attuali 28 eserciti arrivando ad un unico sistema di difesa e ad una unica politica estera.
Stabilito questo, non sono certo i piccoli stati come la Slovenia o la Lituania o la Repubblica Ceka a frenare questo processo, ma sono i “grandi stati”, che poi tali non sono, come la Francia, l´Inghilterra, l´Italia e la Spagna a non voler rinunciare ai loro ruoli in politica estera.
E stranamente tutti questi stati hanno al loro interno movimenti che aspirano all´indipendenza di popoli appartenenti a questi stati. Le spinte esistenti in Europa per creare nuovi stati, con realtà economiche e sociali più omogenee e di conseguenza meglio governabili, non possono che portare ad una più forte e vera Unione Europea. Può darsi , quindi, che quello che viene inteso come “localismo cattivo” non possa affermarsi come un processo politico positivo, anche se non ancora ben percepito.
Luigino Chemello

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Comunicato relativo al ricorso del Governo riguardo alla legge 16 del 19 Giugno

Il Governo Renzi, nel Consiglio dei Ministri dell’8 Agosto 2014, ha ricorso presso la Corte Costituzionale contro la Legge approvata dal Consiglio della Regione Veneto n° 16 del 19 Giugno 2014, che prevede l’indizione del Referendum Consultivo sull’Indipendenza del Veneto.

L’idea di dare voce al Popolo Veneto con un Referendum Consultivo sull’Indipendenza, qualora fosse divenuta reale, sarebbe stato lo strumento più efficace per una crescita di coscienza dei Veneti in merito al loro Diritto all’Autodeterminazione.

Ora il Presidente del Veneto Zaia può presentare opposizione, ma riteniamo che l’azione più importante che Luca Zaia possa fare, come futuro candidato Presidente alle Elezioni Venete della primavera del 2015, sia quella di dichiarare pubblicamente che in caso di sua elezione egli seguirà la strada del Presidente della Catalogna Artur Mas, ovvero che indirà il referendum per l’Indipendenza del Veneto anche contro i pareri del governo e dei costituzionalisti italiani.

In mancanza di questo preciso impegno, Zaia non può essere ritenuto un  futuro candidato Presidente credibile per tutti coloro che sono impegnati attivamente per l’Indipendenza del Veneto.

Ora, le prossime Elezioni Venete diventano il mezzo più immediato che gli indipendentisti hanno a disposizione per far entrare nel dibattito politico il Diritto dei Veneti al Referendum per l’Indipendenza.

Chiarita entro breve termine la posizione di Zaia sul Referendum per l’Indipendenza del Veneto, che non può più essere consultivo, ma della stessa efficacia di quello Scozzese o Catalano, in caso di un suo mancato impegno, il gruppo Veneto Indipendente collaborerà con tutti i gruppi disponibili, affinché attraverso “Elezioni Primarie” tra gli Indipendentisti Veneti, sia scelto un unico e comune candidato Presidente per le elezioni regionali 2015: con il preciso impegno di operare per  l’Indizione del Referendum per l’Indipendenza del Veneto.

manifesto veneto stato DEFINITIVO- referendum

LEGGE REGIONALE n. 16 del 19 giugno 2014

regione_veneto

Dettaglio Legge Regionale – Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto

Bur n. 62 del 24 giugno 2014

LEGGE REGIONALE  n. 16 del 19 giugno 2014

Indizione del referendum consultivo sull’indipendenza del Veneto.

Il Consiglio regionale ha approvato

Il Presidente della Giunta regionale

promulga

la seguente legge regionale:

Articolo 1

1.    Il Presidente della Giunta regionale del Veneto indìce un referendum consultivo per conoscere la volontà degli elettori del Veneto sul seguente quesito: “Vuoi che il Veneto diventi una Repubblica indipendente e sovrana? Si o No?”.

2.    La proposta soggetta a referendum è approvata se alla consultazione partecipa la maggioranza degli aventi diritto e viene raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.

3.    Hanno diritto di voto tutti i cittadini che, alla data di svolgimento del referendum, hanno compiuto il diciottesimo anno di età e che sono iscritti nelle liste elettorali di un comune compreso nel territorio Veneto.

4.    Il Consiglio regionale, ai sensi dell’articolo 27 dello Statuto del Veneto, con proprio provvedimento, fissa la data idonea allo svolgimento della consultazione referendaria.

 

Articolo 2

1.    La propaganda, le procedure di voto e la proclamazione ufficiale del risultato relativa allo svolgimento del referendum previsto dalla presente legge saranno disciplinate dalle disposizioni che saranno emanate dalla Giunta regionale del Veneto entro trenta giorni dalla pubblicazione della presente legge nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto.

2.    Le facoltà riconosciute dalle disposizioni vigenti ai partiti o gruppi politici rappresentati in Consiglio regionale ed ai comitati promotori di referendum sono estese anche agli enti e alle associazioni che, operando in Veneto, per la loro opera politica od associativa dichiarata formalmente in atti pubblici o in programmi elettorali accettati dal Ministero dell’Interno, hanno interesse positivo o negativo verso l’espressione del Popolo Veneto in ordine alla propria autodeterminazione. Tali enti e associazioni sono individuati, a richiesta dei medesimi, con decreto del Presidente del Consiglio regionale del Veneto entro un mese dalla data di entrata in vigore della presente legge regionale.

3.    A garanzia della libera e corretta informazione sul referendum indetto, il Consiglio regionale del Veneto assicurerà un’adeguata attività di comunicazione ai favorevoli e ai contrari al quesito referendario, ponendo in essere tutti gli strumenti necessari affinché l’insieme della popolazione e della società civile veneta abbiano tutte le informazioni e le conoscenze accurate per l’esercizio del diritto a decidere, promuovendo la loro partecipazione a tale processo.

 

Articolo 3

1.    Il Presidente del Consiglio regionale del Veneto ed il Presidente della Giunta regionale del Veneto, in esecuzione della risoluzione n. 44 approvata con deliberazione n. 145 del 28 novembre 2012, si attivano, con ogni risorsa a disposizione del Consiglio regionale e della Giunta regionale, per avviare urgentemente con tutte le Istituzioni dell’Unione europea e delle Nazioni unite le relazioni istituzionali che garantiscano l’indizione della consultazione referendaria innanzi richiamata ed il monitoraggio delle procedure di voto al fine di accertare l’effettiva volontà del Popolo Veneto e convalidare l’esito del risultato finale.

2.    Il Presidente del Consiglio regionale del Veneto ed il Presidente della Giunta regionale del Veneto, in esecuzione della risoluzione n. 44 approvata con deliberazione n. 145 del 28 novembre 2012, sono tenuti a tutelare in ogni sede competente, nazionale ed internazionale, il diritto del Popolo Veneto all’autodeterminazione.

 

Articolo 4

1.    Agli oneri correnti derivanti dall’attuazione della presente legge quantificati in euro 14.000.000,00 per l’esercizio 2014, allocati nella upb U0004 “Consultazioni elettorali”, si fa fronte con le entrate provenienti da erogazioni liberali e donazioni da parte di cittadini ed imprese, introitate all’upb E0147 “Altri introiti” del bilancio di previsione 2014.

 

Articolo 5

1.    La presente legge entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto.

 

__________________

La presente legge sarà pubblicata nel Bollettino ufficiale della Regione veneta. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione veneta.

Venezia, 19 giugno 2014

Luca Zaia

Schio: Opere pubbliche sicurezza e sociale

veneto_indip_cent1

Schio: Ambiente cultura e arte

veneto_indip_cent2

Schio: Giovani e sport, Integrazione tra comuni

veneto_indip_cent3

Schio : Economia e lavoro, salute e ambiente

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Luca Zaia presenta il candidato Alessandro Gori

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La squadra unita per Schio

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