Monta l’onda degli indipendentisti veneti

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Da “il Mattino”  09 novembre 2013

TREVISO Sale gremite in Pedemontana, maxischermi per chi resta fuori. Tutto esaurito nella Marca Trevigiana e nel Veronese, nel Vicentino. 500 persone a Vedelago, 600 a Pieve di Soligo, 350 l’altra sera a Cornuda. Auditorium e cinema pieni anche a Peschiera e nel Padovano. Fa il pieno l’indipendenza veneta, il progetto della consultazione per l’autodeterminazione rilanciata adesso da «Veneto decida», un comitato-cartello che riunisce a partire da Indipendenza Veneta di Alessio Morosin, quasi tutta la galassia del venetismo. Ci sono Raixe Venete, Veneto Stato, Reggimento 16 Treviso, Liga Veneta Repubblica, Unione Nordest (ovvero Foggiato & Beggiato). E ancora Futuro Popolare, creatura di Valdegamberi (ex Udc). E guarda con favore anche Le Pasque, il gruppo veronese. C’era una volta la secessione; c’era una volta il blitz di San Marco; c’era una vola lo spettro del venetismo; c’erano una volta le inchieste sui gruppi paramilitari e sulle schegge impazzite. Ora le mille sigle si sono riunite, c’è un piano istituzionale, con la Regione, e il lavoro sul territorio: incontri ogni sera, passaparola fra bar e osterie, piazze e web. E nella sale si rivedono moltissimi ex leghisti delusi dal Carroccio, spuntano big della politica, anche liberi battitori. E persino chi non ti aspetteresti, come Pierangelo Pettenò, consigliere regionale della Sinistra. E tanti sindaci, vicesindaci e assessori del Carroccio che fino all’altro giorno tuonavano contro gli indipendentisti, e che ora lavorano dietro le quinte, alla faccia del Nord, della macroregione, e dello stesso federalismo. E adesso, con il sostegno di Lega e Pdl al referendum (l’altra sera in sala c’era il capogruppo Federico Caner) si conta anche di decollare. Il manifesto è il libro «Autodeterminazione» di Morosin, 58 anni, avvocato di Noale, disponibile anche su e-book, che va a ruba nelle serate e che gode di illustre referenze critiche, da professori universitari a magistrati. «L’indipendenza è il punto fermo e l’obiettivo, la consultazione è lo strumento» dichiara Morosin, «E se dovessimo vincere, avrà anche un valore effettivo, non c’è nulla da trattare, il consenso ci rende forti e legittimi, anche secondo i codici internazionali e la stessa carta dell’Onu, in ben 2 articoli». Politicamente, Morosin denuncia la situazione del Veneto: «Quando 50, fra artigiani e imprenditori, si suicidano in un anno, quando 12mila ragazzi emigrano all’estero, in pratica la classe dirigente di domani, quando le aziende chiudono, e la e famiglie restano senza lavoro, ci può salvare solo l’indipendenza, atto primario di democrazia e libertà» Intanto, liste civiche e gruppi misti, in 125 consigli comunali del Veneto, hanno presentato la mozione di sostegno. E ora cominciano a presentarla anche esponenti di Lega e Pdl. Il fatto che si vedano molti esponenti del centrodestra dice che il fenomeno montante sta inquietando. Ma Morosin non si preoccupa. E smentisce subito ogni proposito elettorale, come pure in molti temono, in area centrodestra : «C’è il nostro slogan, “Veneto decida” con i sottotitoli in dialetto e in inglese (“ghemo el dirito de decidar”, e “right to decide”»)», replica subito Morosin, «e certo c’è un logo, ma non ci sarà nessun cerchietto sulla scheda. Vogliamo che la gente si esprima, e in questo devo riconoscere che anche chi non è d’accordo con noi ci sostiene, per il primo diritto di un popolo: determinare il proprio futuro»

 

 

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