E’ ufficiale: in Catalogna si voterà per l’indipendenza il 9 novembre 2014

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catalogna_9_Novembre_2014

 

Testo tratto dal quotidiano online L’Indipendenza del 12 Dicembre 2013

E finalmente giunse il giorno della verità nel contenzioso che divide con sempre più grande iato Spagna e Catalogna. Il Presidente catalano Artur Màs  ha, infatti, annunciato nella giornata di oggi che la data del tanto atteso referendum per l’autodeterminazione sarà il 9 novembre del 2014. Poco meno di due mesi più tardi l’omologo quesito scozzese, ma in coincidenza, forse non casuale, con quel 9 novembre anniversario della liberazione dell’est europeo dal tallone di ferro della dominazione comunista.

La dialettica tra le varie forze favorevoli all’indipendenza o quanto meno al diritto popolare di decidere sul proprio avvenire è stata assai aspra ed in qualche momento si è temuto il peggio ovverosia una frattura che avrebbe arrecato un colpo mortale all’intero processo. Il punto principale del contendere verteva sulla forma ed il contenuto della domanda da rivolgere all’elettorato: laddove i nazionalisti di CiU, soprattutto nella loro componente più moderata di Uniò Democratica, puntavano alla formula dello “stato proprio”(lasciando aperta un’estrema possibilità di “redenzione” allo stato centrale) la sinistra repubblicana di ERC e i radicali delle CUP parteggiavano invece per la recisione del nodo gordiano con un vero e proprio colpo di spada referendario. Alla fine, fortunatamente, il compromesso e, quel che più conta non al ribasso, è stato raggiunto tra la soddisfazione unanime dei contraenti il patto di governo (CiU ed ERC) ed anche tra i sodali esterni nella battaglia per la sovranità ovvero le già menzionate CUP (Candidature di Unità Popolare) e gli eco socialisti di ICV-EUIA.

Per superare l’impasse si è optato per una domanda duplice: la prima chiederà ai catalani se desiderano “essere uno stato”, la seconda, un perfetto corollario, li interrogherà sulla loro volontà o meno di costituirsi “in uno stato indipendente”. Un piccolo capolavoro di equilibrio che mira ad accertare la previa intenzione di rescindere l’unione con Madrid per poi formalizzare il tutto con la inappellabile decisione del popolo sovrano. Ovviamente sarà assai difficile che i risultati delle due richieste non siano del tutto sovrapponibili tacitando così le resistenze di chi temeva un eccesso di rigore ideologico.

Da ora sarà, dunque, campagna elettorale tra un fronte variegato ma unito nel comune intento ed una pattuglia di oppositori numericamente inferiore ma altrettanto decisa nel mantenimento dello status quo. Quanto alla controparte spagnola già si sono uditi i primi rombi di cannone: da ambienti ufficiali del Partido Popular fanno sapere che”adotteranno ogni misura al fine di evitare la consulta”, i socialisti, dal canto loro, procedono al traino ricordando di essere “contrari al referendum” sebbene non tutti in Catalogna siano dello stesso avviso.

 

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