Poteri al Veneto, il governo apre. Zaia: «Ma ora non ci basta più»

Postato il

Tratto dal Corriere della Sera online del giorno 17 Dicembre 2013

VENEZIA—Uno pensa: se il governo centrale, per la prima volta, è obbligato da una legge a negoziare con la Regione la concessione di poteri più ampi (la cosiddetta autonomia differenziata), siamo davanti a una buona notizia per il Veneto. Ma anche le buone notizie possono avere la data di scadenza. Perché, come sottolinea il diretto interessato Luca Zaia, presidente della Regione, «ormai è tardi, questo tipo di partita al Veneto non interessa più. In ballo ci sono delle deleghette, acqua fresca rispetto ai bisogni reali della nostra terra». Eppure ci aveva già provato la giunta Galan, nell’ormai distante 2006, a rivendicare un percorso di maggiore autonomia per il Veneto, incuneato com’è tra una regione a statuto speciale – il Friuli Venezia Giulia – e due Province autonome a statuto specialissimo, Bolzano e Trento. E lo stesso Zaia, con la consulenza del costituzionalista di fiducia Luca Antonini, aveva riaperto il fronte al momento del suo insediamento sulla poltrona di governatore.

«Ma sono passati tre anni – replica Zaia – e nel frattempo ci è cambiato il mondo attorno. Avevamo fame e oggi, dopo anni, ci dicono che, forse, ci daranno un mandarino. Grazie, ma sempre di fame moriremo». Un passo indietro, per comprendere cosa è accaduto. La scorsa notte, nel corso dell’inevitabile maratona in commissione Bilancio alla Camera sulla legge di stabilità, la deputata trevigiana del Pd, Simonetta Rubinato, piazza il blitz. Con la determinante complicità dei colleghi veneti De Menech, Rotta, Zoggia, Moretto e Ginato (e l’altrettanto decisa contrarietà di un vasto fronte di deputati meridionali), Rubinato fa approvare un emendamento che prevede quanto segue: il governo deve attivarsi entro 60 giorni dal ricevimento delle proposte presentate dalle Regioni sulla base dell’articolo 116 della Costituzione, che prevede la possibilità per le Regioni medesime di ottenere dallo Stato maggiore autonomia su alcune materie. Nel testo dell’emendamento non è scritta la parola «Veneto», ma è del tutto evidente che l’emendamento è stato scritto appositamente per le rivendicazioni federaliste avanzate negli anni dalle amministrazioni di palazzo Balbi e regolarmente ignorate dal governo centrale.

Tanto che l’onorevole Rubinato incalza: «Si apre la strada per l’autonomia differenziata del Veneto e, da oggi, Zaia non ha più alibi. Grazie a questo emendamento, inserito in legge di stabilità con il parere favorevole del ministro per gli Affari regionali Delrio, il governo dovrà attivarsi avviando la procedura di negoziato con il governatore». Il punto è che Zaia non ha più intenzione di negoziare alcunché con il governo di Roma. «Non ho cambiato idea sull’autonomia differenziata – spiega il presidente della Regione -, è il mondo attorno a noi che è cambiato radicalmente. Non possiamo pensare che al Veneto, con i forconi sulle strade e un referendum sull’indipendenza che vogliamo celebrare, possa bastare l’applicazione dell’articolo 116 della Costituzione. Sarebbe solo acqua fresca». Aggiunge il governatore: «Più che altro, mi sembra che l’iniziativa del Pd sia un tentativo per controbilanciare le ulteriori regalie concesse a Trento e Bolzano con questa legge di stabilità ». Piuttosto, Zaia batte sul tamburo del nuovo verbo leghista: «L’uscita dall’euro è un nostro obiettivo, perché l’indipendenza noi non la chiediamo solo da Roma ma anche da Bruxelles ».

In effetti, il consiglio regionale non ha mai approvato formalmente il pacchetto di rivendicazioni federaliste elaborato a suo tempo da Zaia e dal costituzionalista Antonini, dove si parlava di maggiori poteri per la Regione in materia di università, personale insegnante, catasto, trasporti, governo del territorio. Il progetto è rimasto fermo in commissione Affari istituzionali, evidentemente per mancanza di stimoli superiori ad avanzare. «Ci stiamo concentrando – conferma il presidente della Commissione, Costantino Toniolo (Pdl) – su un disegno di legge diverso, che in qualchemodoricomprende anche quei temi: l’apertura di un negoziato tra presidente della Regione e governo per la celebrazione di un referendum consultivo, il cui scopo è conoscere la volontà dei veneti riguardo a ulteriori forme di autonomia della Regione». Compresa la possibilità, allo stato fantascientifica, che il Veneto mantenga almeno l’80% dei tributi riscossi sul territorio regionale. Simonetta Rubinato, promotrice dell’emendamento che ha innescato tutto il dibattito, chiude così: «Zaia dice che non basta più? Anziché continuare a parlare a vuoto, pensi a sostenere queste iniziative o dica qual è la sua alternativa. Ma basta slogan. Altrimenti i veneti ci cacceranno tutti con i forconi. Lui compreso».

Di seguito allegato l’articolo in edizione cartacea.

corrire della sera171213 zaia

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...