Legge n° 16 sul Referendum. La Trappola.

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578_Palazzo%20Ferro%20Fini_Aula%20ConsiliareIl Consiglio del Veneto ha approvato nel Giugno di quest’anno la legge n° 16 sul Referendum per l’indipendenza del Veneto. Il fatto è indubbiamente  positivo, frutto delle migliaia  di firme raccolte a sostegno di questa iniziativa.

Ma la legge è tutta condivisibile o nasconde una trappola?

Se un Presidente del Veneto e la maggioranza del  Consiglio  approvano la legge sul referendum , ma chiedono che prima vengano  raccolti  14 miliono di euro, e l’impegno di chi ha approvato la legge è nullo, quella legge diventa   una trappola.
Come dire : Indipendentisti, io approvo la legge  che volete sul  referendum, ma vi  metto il bastone tra le ruote e non farete nulla.

Certo , il movimento indipendentista che  si è impegnato per ottenere la legge può scaricare le colpe su Zaia, sulla Lega e sui maggiori rappresentanti,  ma  trovare scuse non serve, resta il fatto che in base alla legge n° 16, non si voterà un bel  nulla.  Zaia  a pochi mesi   dalla scadenza del suo mandato e dal rinnovo del Consiglio,  ha in testa la  riconferma da governatore molto più che pensare  al Referendum.

Cosa si può più concretamente realizzare? Cosa ha avuto di positivo il referendum digitale Plebiscito.eu, nonostante l’organizzazione improvvisata ? Che tutta la propaganda e la gestione è stata realizzata da gruppi spontanei  di indipendentisti. E non molti, neanche.
Gli indipendentisti devono gestire il referendum, nel modo più istituzionale possibile, con grande trasparenza, puntando a quello che è possibile realizzare in proprio, tralasciando per ora le condizioni imposte dallo stato italiano.
In pratica realizzare nel Veneto, quello che hanno fatto in Catalunya il 9 Novembre. Con un costo limitato e con il lavoro dei volontari, il tutto sotto  il mandato del Presidente Artur Mas.
I 14 milioni di euro previsti dalla legge n° 16, sono calcolati come fosse una elezione ufficiale dello Stato italiano. Con presidenti di seggio nominati dalla Corte di Appello, scrutatori nominati dalle commissioni elettorali comunali
e tutti pagati regolarmente per il lavoro svolto. Facilmente , per raggiungere quella cifra, i burocrati italiani in servizio nella regione, avranno calcolato anche il costo dei carabinieri ai seggi.
Oggi la consistenza politica e  organizzativa dell’indipendentismo veneto, non ha la capacità di raccogliere i fondi per una elezione paritaria e sostitutiva  dello stato italiano.

Quindi parallelamente ad una raccolta di fondi molto più limitata di quella prevista, diviene importante istituire sotto mandato  del Presidente  del Veneto, l’albo ufficiale dei Volontari ai Seggi per il Referendum.
Il lavoro di informazione e di raccolta dei nominativi dei volontari in tutti i comuni del Veneto può durare mesi, forse anche più di un anno. Va al di la della partecipazione alle elezioni della prossima primavera, ma una volta che si è svolto questo lavoro, i veneti avranno la possibilità di votare un referendum, come tappa basilare del processo per l’indipendenza, come è stata data al popolo catalano.

Riflessioni di Veneto Indipendente sulla Legge 16

 

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