ELEZIONI VENETE 2015: UNA “STRANA” LEGGE ELETTORALE

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Molte persone si saranno rese conto dell’astrusità della Legge elettorale  che ha regolato le elezioni Regionali del 2015, constatando che la composizione del Consiglio è variata tre volte nel giro di 20 giorni.

 

 

Ma sono parecchie  le stranezze di questa legge:

  • la candidata sconfitta A. Moretti consegue nel Bellunese il suo migliore risultato del veneto, ma non viene assegnato a quel territorio alcun  consigliere su undici consiglieri assegnati;
  • Tosi riesce a presentare ben sei liste a sostegno della sua candidatura a Presidente, senza raccogliere nemmeno una firma di sottoscrizione e senza che nessuno dei simboli rappresentati avesse ottenuto voti nella passata elezione;
  • Su ben 19 liste presenti, solo due , il Movimento 5 Stelle e Indipendenza Veneta hanno raccolto le firme dei cittadini sottoscrittori. Nelle elezioni comunali, tutte le liste devono assolvere questa incombenza.
  • La lista di Altro Veneto, candidato Presidente Laura Coletti di Lucia, partita per raccogliere le firme degli elettori sottoscrittori, non riesce nell’intento, ma si presenta grazie alla firma del Consigliere regionale Stefano Valdegamberi, che a sua volta è candidato nella Lista Zaia  a Verona.
  • Cioè un candidato consigliere di una lista che sostiene un Presidente, legittima la presentazione di un candidato Presidente avversario.

Lo scopo era chiaro: danneggiare il Candidato presidente che si suppone più pericoloso. Ma una legge che permette questo, non merita la stessa definizione del  più noto “Porcellum” ?

Il candidato Presidente Zaia accetta il sostegno di una lista, che copia il nome di altra lista concorrente a pochi giorni dalla presentazione delle candidature.

Questo meccanismo di proliferazione delle liste,per cui un gruppo consigliare poteva presentare due simboli completamente nuovi, inventato ad hoc, e mai esistito in alcuna legge elettorale,  ha permesso una confusione tra nomi di varie liste, quali Veneto Civico, Progetto Veneto Autonomo, Veneto Stato, Indipendenza Veneta, Indipendenza noi Veneto, Altro Veneto, Unione Nordest, Veneto del Fare.  A che fine tutto questo, quando sappiamo che gli elettori preferiscono un numero limitato di liste, da cui diviene più facile avere il quadro delle scelte  consapevoli?

Una legge che ha portato  varie liste, presentatesi per il beneplacito della firma di un Consigliere regionale, inconsistenti  come presenza sul territorio, ad ottenere come risultato elettorale lo zero virgola.

Ma che hanno contribuito a creare confusione tra gli elettori, per favorire le poche liste note a danno delle nuove liste organizzate che si sono presentate autonomamente, grazie alla raccolta di oltre 12.000 firme, senza il beneplacito di nuovi gruppi consiliari, creati ad arte a pochi giorni dalla scadenza del mandato del precedente Consiglio Regionale.

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