SUL DIRITTO ALL’AUTODETERMINAZIONE I VENETI NON POSSONO ACCETTARE VETI DALLO STATO ITALIANO

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L’approvazione del Presidente Zaia  e del Consiglio del Veneto  della Legge n° 16/2014 sul referendum per l’Indipendenza del Veneto è stato un traguardo che conserva nel tempo  tutta  la sua importanza,  perché il massimo organo di rappresentanza del Popolo Veneto ha sancito la volontà di fare proprio il principio di Autodeterminazione dei Popoli.

Sappiamo che la legge sul Referendum veneto non è stata applicata perché il ricorso del Governo Renzi  ha sollecitato la Corte Costituzionale italiana ad emettere la sentenza n° 118/2015 che impediva il regolare svolgimento della Consultazione.

Comportamento dello stato italiano  prevedibile, ma che non può essere accettato

da chi fa del Diritto di Voto per l’Autodeterminazione del Popolo veneto il prioritario  fine politico.

Possiamo fare un parallelo tra la Catalunya e il Veneto:

Entrambi i Consigli rappresentativi del Popolo Catalano e Veneto hanno approvato una legge per consultare i propri elettori sull’Indipendenza dai relativi stati di attuale appartenenza

La Corte di Giustizia spagnola e la Corte Costituzionale italiana intervengono su impulso dei relativi governi per impedire lo svolgimento dei Referendum.

Successivamente le azioni politiche  dei due popoli divergono completamente.

Il Consiglio della Catalunya indice un referendum autogestito in cui   oltre due milioni di elettori catalani si recano a votare, manifestando che  la volontà del Consiglio della Catalunya sul diritto di Voto per l’Autodeterminazione non è  soggetta alle restrizioni  imposte dallo   Stato spagonlo.

Dopo questa dimostrazione di forza dell’Indipendentismo catalano, il Presidente Artur Mas scioglie il Consiglio ed indice nuove elezioni dando vita ad una alleanza di forze indipendentiste denominata “ Junts per il Si”  che  vince le elezioni portando l’indipendentismo al Governo della Catalunya e aprendo un confronto con le forze tradizionali del  Parlamento spagnolo sul percorso dell’Indipendenza dei Catalani.

Nel Veneto nulla di tutto questo. Il Presidente Zaia , dopo avere approvato una legge per il Referendum sull’Indipendenza del Veneto dallo Stato italiano, ritorna alla  posizione autonomista, da vita  nelle elezioni venete, alla tradizionale alleanza di centrodestra  con Forza Italia e Fratelli d’Italia, vince le elezioni e tutto si ferma.

Indipendentismo veneto compreso.

Ma se questo può essere non giustificabile, ma  comprensibile per un insieme di consiglieri  veneti appartenenti sostanzialmente tutti a partiti italiani, (perché tale va definita oggi anche la Lega di Salvini),   non può essere accettato da movimenti indipendentisti che fanno  del diritto di voto per l’Autodeterminazione dei popoli il fine fondante del proprio impegno.

DA DOVE RIPARTIRE?

Dal principio che una Legge approvata dal Consiglio del Veneto che indice un Referendum  sul Diritto  di Autodeterminazione del Popolo Veneto va applicata indipendentemente dal parere positivo o negativo della Corte Cost. italiana.

L’Indipendentismo veneto non ha la consistenza organizzativa per gestire e portare in un solo giorno centinaia di migliaia di Veneti a votare un referendum autogestito, come sono riusciti ad organizzare i partiti indipendentisti catalani.

Può invece con centinaia di gazebo che si protraggono nel tempo, dare la possibilità ai Veneti di votare per il Referendum indetto  dal Presidente Zaia e dal Consiglio veneto con la Legge n° 16/2014, che nessuna delibera dell’attuale Consiglio del Veneto ha modificato.

Si tratta quindi di produrre delle schede con il quesito referendario approvato dal Consiglio veneto con la legge sopra citata, che recita testualmente :

“ VUOI CHE IL VENETO DIVENTI UNA REPUBBLICA INDIPENDENTE E SOVRANA.  SI   o  NO”      e dare agli elettori veneti la possibilità  di votare.

Segue  proposta di Manifesto per i Gazebo.

VENETI   EUROPEI

vota_referendum

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